Al Cinema


XXY - Uomini, donne o tutti e due?


di Lucia Puenzo, 2007

Bellissimo, asciutto e lacerante nella cruda espressione della perfezione in natura, Lucia Puenzo ci regala una perla di verità che penetra tutta d’un fiato, imponendo allo spettatore la sospensione di qualsivoglia pre-giudizio, denunciando con feroce naturalezza la spontaneità della diversità, portandone in sé il grido dell’accettazione. Sulla scena Alex, adolescente – ermafrodita – alle prese con l’identità sessuale, non solo fisica ma soprattutto psichica, nell’espressione di sé oltre i veti, le curiosità e le violenze protratte dal sociale. A nulla serviranno i tentativi del mondo “separatista”, – incarnato da un chirurgo che operandola vorrebbe riportarla alla presunta normalità – poiché il bisogno di vivere maschilità e femminilità nella sua interezza diviene prioritario rispetto a tutto, pena la spoliazione di sé.
Ancora una volta sorge la riflessione sul concetto di “normalità”. Cosa nella sessualità può essere definito normale, accettabile, patologico o deformante? Con quale unità di misura e soprattutto con quale griglia culturale si giudica, spingendo l’altro a vivere secondo un canone che spesso è quello che fa meno paura perché più controllabile? Per tutta la durata della pellicola, figura e sfondo si uniscono negando la separazione degli opposti – da sempre protratta nella nostra cultura – tentando un recupero del vivere secondo natura, ove l’imponenza della totalità affascina, attrae irresistibilmente, e per la vastità dell’apertura cui sottopone, sgomenta. Con questo film, ancora una volta si chiede all’uomo di osservare la natura e di riconoscerla in sé, ancora una volta si chiede di aprire l’occhio per “vedere” nella diversità, la delicata complessità e totalità dell’anima.

Segnalato da Giusi Polizzi