Al Cinema


Viaggio in India


di Mohsen Makhmalbaf, India, 2006

La psiche non può certamente essere compresa se non vengono visitate le sue peculiari modalità d’approccio alla vita e, quindi, anche le sue componenti spirituali. Un percorso analitico che non visiti tali profondi meandri, diviene mancante di apertura e di complessità. Viaggio in India è un film-documentario sulla matrice filosofica e religiosa della cultura indù e sulle sue infinite contraddizioni rispetto agli assetti politici ed economici che fanno – da sempre – leva sui dettami di quella specifica impostazione culturale che discende dalla religione d’appartenenza. L’India è il paese ove gli opposti – nella loro apparente eclatante separazione – in realtà coincidono nella loro espressione più cruda: la vita diviene un non valore in favore del nirvana, e la morte un desiderio d’immediata realizzazione. Ciò che può sconvolgere da questo diverso assetto rispetto all’occidente, è la visione dell’uomo come incarnazione risultante da una precedente colpa, tradendo – forse – in tal modo il concetto originario del Karma che ha da sempre più che il connotato punitivo, quello evolutivo. Interessante, per tutta la pellicola, è il dialogo intenso tra i due coniugi che dall’Iran compiono il viaggio verso l’India: l’uno comunista, ateo – ma profondamente spirituale – e l’altra, fedele ai dettami del suo maestro yoga ma senza alcuna conoscenza dei fondamenti della filosofia indù né tanto meno delle evoluzioni della stessa compiute dal buddhismo. Anche la scelta di due coniugi così diversi, rimanda ancora una volta all’unione di due opposti che, come la psicologia junghiana c’insegna, corrispondono a due tipologie che interiormente mostrano l’esatto opposto rispetto a quanto manifestato sul piano della “persona”. Dove inizia, quindi, la vera spiritualità e dove ha fine l’adesione a canoni religiosi non metabolizzati che hanno come finalità il potere sulle masse e l’uso di classi meno abbienti?
E ancora, nel panorama confuso dell’uomo alla ricerca di sé, cosa può definirsi appartenenza ad una moda, religione, spiritualità, ricerca di senso o semplicemente umanità e rispetto dell’uomo e del suo divenire?

Segnalato da Giusi Polizzi