Al Cinema


Vai e vivrai


di Radu Mihaileanu , 2005

L’imponente film di Radu Mihaileanu, anche per la durata, racconta il viaggio verso una nuova vita di un piccolo cristiano etiope, rifugiatisi nei campi profughi del Sudan per sfuggire alla carestia e costretto dalla madre a fingersi ebreo per potersi salvare ed entrare a Gerusalemme assieme ad un gruppo di Falasha, gli unici ebrei d’Africa, grazie all’iniziativa dello stato d’Israele e degli Stati Uniti, la cosiddetta operazione Mosè, verso la metà degli anni Ottanta. “Vai, vivi e diventa”. Bello il titolo originale che diventa monito interiore che attraversa e segna la dolorosa crescita, il riconoscimento di un presente estraneo in una lotta interna rispetto alle proprie origini. E al suo segreto. Il bambino diventa giovanotto e poi uomo alla ricerca della propria identità incarnata dal passato, dalla figura della propria madre naturale. E solo quando si paventa la possibilità di un contatto con lei riesce a riconoscere quella adottiva. La madre è in Africa e la madre è l’Africa: terra – madre ( dall’arabo afer= terra) da “contattare” con i piedi scalzi o parlando con la luna … ripercorrendo l’errare di leopardiana memoria. Ci rimanda altresì alla odissea del nomade Oliver Twist, o a quella di Patrick il protagonista della pellicola Breakfast on Pluto alla ricerca, attraverso le mille peripezie nella gigantesca città che l’ha ingoiato, della madre perduta. Sono tre le madri capaci di consentire il processo di individuazione; quando il ritrovamento della propria identità diventa urgente, esso deve fare i conti con una finta identità, non è ebreo, non è orfano, quella finta identità che però gli ha salvato la vita. E la conclusione della ricerca è resa possibile quando la sposa del protagonista sta per diventare ella stessa madre.

Segnalato da Tiziana Carciotto