Al Cinema


Tony Manero


di Pablo Larrain, Cile, Brasile, 2008

Un film duro, difficile da suggerire, a tratti sconvolgente e disgustoso. Ambientato nel periodo del regime cileno di Pinochet, Raùl Peralta, un uomo non più giovane, continua ad inseguire il sogno che potrebbe ribaltare la propria esistenza fino all’ossessione, refrattario ad ogni principio morale, ad ogni sensibilità umana, disposto a ogni genere di nefandezza pur di realizzare il suo scopo.
Ambientato nei vicoli sporchi e degradati di Santiago del Cile, nello squallido retrobottega di un improvvisato night club di periferia, dove la miseria convive con il cinismo, la promiscuità e il vuoto affettivo, Raùl mette insieme questi ottimi ingredienti per diffondere nelle coscienze oscurate dalla disperazione il mito di Tony Manero, celebre personaggio interpretato da John Travolta nel musical “La febbre del sabato sera”. Attorno a lui un infelice gruppetto tenta la fortuna riproducendo il ballo che potrebbe portarli al successo, al denaro, alla salvezza, in un sodalizio che inevitabilmente si trasforma in spietata competizione, conducendo lo spettatore nella bruttezza e nel degrado, offendendone il senso estetico, mortificandone lo spirito, fino al finale secco e senza certezze.
Quale ulteriore crimine compirà il protagonista dopo la sconfitta alla gara così minuziosamente preparata? Non lo sapremo mai. Ma bene sappiamo come la rinunzia alla speranza può ottundere quel residuo di umanità che ci distingue dalle belve.

Segnalato da Lilia Di Rosa