Seminari


Seminari su “Re-visione della psicologia”


Per cominciare…

Quando si decide di creare un’associazione culturale come “Crocevia”, la motivazione più importante per la sua costituzione è l’amore per la conoscenza, e il desiderio di un confronto intellettuale e di esperienze, agito nella ambizione di potersi scambiare in modo intellettualmente onesto quanto più è possibile, e sul piano professionale e umano.
L’associazione “Crocevia” presente in Catania ormai da più di due anni è nata sotto il segno dell’amore per la cultura non solo psicologica, nel rispetto delle differenze che sono fonte di confronto continuo e principali ispiratrici del modello complesso a cui si riferiscono i costituenti e membri.
L’appuntamento associativo del corrente anno si è accentrato sul libro di James Hillman “Revisione della psicologia” arrivato già al suo trentesimo anno di vita.
Hillman gode per la maggioranza dei soci dell’Associazione di un particolare interesse; in particolare i Dottori Mondo e Turinese, avendo collaborato recentemente con l’Autore, hanno pensato di rendergli omaggio organizzando un ciclo di seminari che avessero la caratteristica di essere anche da stimolo al confronto tra i soci.
Gli incontri sono stati quattro, uno per ogni capitolo del libro e ciascuno con l’ambizione di rivedere le singole sezioni dell’opera, al fine di rivederne i risvolti teorici e le implicazioni cliniche che ha apportato alla cultura psicologica.
Hillman pubblicò il testo nel 1975, e al suo apparire il testo provocò una vera e propria rivoluzione.
Come sempre i fautori gioirono dell’originalità di approccio che leggevano forse per la prima volta dopo tanti anni di quieta esaltazione del modello unico di approccio alla terapia. Gli scettici lo considerarono un fenomeno transitorio mentre i delatori ingaggiarono una battaglia ideale contro il pensatore dirimente che metteva in crisi i crismi teoretici fin lì adottati.
I seminari proposti questo anno dall’associazione “Crocevia” hanno voluto rendere omaggio al Maestro trattando temi delicati per la scienza psicologica quali “l’immaginazione delle cose”, il senso della “patologizzazione”, le conseguenze della psicologizzazione intesa come “visione in trasparenza” e in ultimo la difficile interpretazione dell’atteggiamento del “fare anima” che per intrinseca sua natura, essendo estremamente “insaturo” di significati, si presta a innumerevoli e a volte troppo “personalizzate” interpretazioni.
Viene in mente il quadro di Magritte “ceci n’est pas une pipe.” (1929), e dell’enorme impatto che questo procura nell’osservatore non ingenuo che dall’idiosincrasia visiva e letterale ne trae un’intuizione che lo porta verso un diverso livello di coscienza.

Affermare infatti come fa Magritte che la pipa che lui dipinge non è una pipa anche se è quello che si vede, rimanda alla questione più ampia della rappresentazione del mondo e della sua corrispondenza con ciò che è il mondo.
In Psicologia troppo spesso ci si atteggia a eruditi facendo dotte riflessioni su cosa sia o cosa invece non sia la Psiche e le sue rappresentazioni.
La psicopatologia è riconosciuta tramite preziosi manuali che servono come terreno e base comune per intenderci, ma dietro i quali troppo spesso ci si nasconde per non provare a implementare l’approccio teorico di base, con la sterminata esperienza della pratica, che ci costringe sempre a verificare se il paziente che abbiamo davanti, con il suo disagio è poi solo una rappresentazione” della pipa” che sta nella mia mente soltanto, ma che non è “la pipa” in sé.
“Per quanto l’immagine e il testo siano evidentemente correlati, è difficile dire se l’asserzione del testo sia vera o falsa. Non è una contraddizione, né una tautologia, né una verità necessaria, poiché nulla può essere una pipa e una non pipa” (S. Gablik, 1985).
Non è facile riuscire ad entrare in un discorso che corre sempre sul filo del possibile senza mai farsi affascinare dalla tentazione di avvolgere un nodo.
Hillman invitandoci a vedere in trasparenza, ci ricorda che in fondo la vita e il suo senso è sempre un po’ più oltre quello che crediamo e che se vogliamo cogliere una stilla dell’immenso dobbiamo accettare la relatività del pensare e dell’agire, sapendo che la via per quanto larga ed affollata sempre porta ad un Crocevia che relativizza e limita lo spazio individuale a favore di una visione dell’insieme e del collettivo più ampia.

Per finire…

I seminari sono stati tenuti dai Dottori Antonella Russo, Alfonso Sottile, Daniele Borinato e Lilia Di Rosa a partire da Gennaio del corrente anno fino a Maggio. L’ordito è stato tessuto dai Dottori Mondo e Turinese che a tutt’oggi nel panorama catanese hanno dato vita ai più originali incontri con il pensiero junghiano e hillmaniano collaborando a partire dal lontano settembre del 2001 con il convegno su Hillman organizzato dall’Ordine degli psicologi. I due (Mondo e Turinese) hanno curato venticinque scambi epistolari con Hillman per l’Editore Boringhieri. Dati alla stampa questi scambi epistolari di eminenti esponenti della cultura “trasversale” italiana hanno dato vita al libro “Caro Hillman” (2004) .
Lo scorso giugno, in occasione della chiusura dell’anno sociale dell’Associazione, si è tenuta una tavola rotonda su “L’Eresia di J. Hillman al Crocevia”. Letture e commenti sul libro di cui sopra, questa volta introdotte e commentate dai colleghi Rosario Puglisi, Angela Giannetto, Maurizio Nicolosi, Alfonso Sottile e dalla professoressa Lucia Arsì. Alcuni brani del libro sono stati letti dall’attore Antonio Bruno.

Antonella Russo

Recensito su Psicologi & Psicologia in Sicilia. Giornale dell’Ordine degli Psicologi della Sicilia, anno VIII – n° 3 – Ottobre 2005.