Al Cinema


Quattro minuti


di Chris Kraus, Germania, 2006

4 minuti

Comprendere lo scopo di una vita richiede talvolta arrivare alla fine di quella vita. Altre volte, invece, il senso si dipana – inaspettatamente – nel frutto delle relazioni. 112 minuti di pellicola dalle profonde emozioni che mettono in discussione impalcature scontate dell’esistenza, è il dono del bellissimo film di Chris kraus, ove si narra la storia di un “incontro” tra due donne alla ricerca di un riscatto agli accadimenti e alle perdite delle proprie vita. L’insegnate di musica Traude Kruger, interpretata da una bravissima Monica Bleibtreur, che ha dedicato la sua vita alla “bellezza” e, quindi, alla musica, da molti anni impartisce lezioni di piano in un carcere femminile. Metafora dell’ipotetica rieducazione comportamentale attraverso l’arte – ma in luogo di detenzione ove il cambiamento è di fatto impossibile – le lezioni di piano permettono l’accesso a un altro tipo di rieducazione : quella dell’anima che esprime se stessa nell’amicizia. L’incontro tra Traude e Jenny von Loeben (Hannah Herzsprung) – accusata quest’ultima di omicidio, con un passato tormentatissimo di violenze e abusi, ma dalla personalità fortemente creativa e rabbiosa – permette la trasformazione di sé attraverso l’espressione delle emozioni. Nell’altalena degli inevitabili conflitti tra le due donne, profondamente diverse per età, storia ed educazione, ma accomunate dal vissuto dell’assenza e della perdita oltre che dall’amore per la musica, esse danno spazio ad un possibilità altra di riscatto dei propri fallimenti esistenziali: l’una cerca riscatto ad un amore del passato, perso nella violenza del nazismo e dei pregiudizi altrui; l’altra attraverso la rabbia esprime un talento violato che può esprimersi solo grazie all’incontro con la propria insegnante. Per entrambe, la complicità derivante dall’amore per la musica, la sottomissione volontaria alla potenza dell’arte, permettono il compimento del progetto interiore, progetto spezzato in passato dall’efferatezza del mondo. E il progetto esistenziale contro tutto e tutti, si compie nei quattro minuti concessi a Jenny per suonare al Teatro dell’Opera di Berlino un pezzo di Schuman. Ma Jenny, imperiosamente chiamata dal suo “destino”, esprime tutta se stessa suonando, invece, un pezzo hip hop che vede esultare la platea. Poco importa se subito dopo verrà portata in carcere, poco importa se l’insegnante sarà stata sua complice nell’evasione affinché potesse esibirsi al concorso per giovani pianisti: la propria “via” prevarrà su tutto, e salendo dalle macerie creerà magia e compimento. In soli quattro minuti si svelerà il senso di una vita.

Segnalato da Giusi Polizzi