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Presentazione del libro “Hahnemann. Vita del padre dell’Omeopatia. Sonata in cinque movimenti” a Catania


Presso il Refettorio piccolo del Monastero dei Benedettini di Catania, si è tenuta lo scorso 27 Aprile, a nome Crocevia ed edizioni E/O, la presentazione del libro di R. de Torrebruna e L. Turinese sulla biografia narrata del fondatore dell’Omeopatia, Samuel Hahnemann. Nella suggestiva cornice del luogo, dinanzi a 150 persone circa, si sono affrontati i temi della malattia, del modo di curarla tipico del ‘700 e della grandiosa -nonché rivoluzionaria – opera compiuta nell’ambito del guarire, da Hahnemann. Il libro-spartito ha aperto le sue porte ad un pubblico interessatissimo, nella stessa veste con cui si presenta: Riccardo de Torrebruna , autore teatrale, – che ha curato la parte narrativa – ha letto la parte iniziale del testo partendo dal sogno di Hahnemann ormai vecchio e malato, per evidenziare l’aspetto immaginale della sua vita interiore, familiare e professionale; mentre Luigi Turinese, omeopata e psicoanalista junghiano, – che ha curato la parte scientifica – ha riportato un brano riguardante la fedele biografia tratta da documenti inerenti non solo la vita del grande maestro, ma anche lo sviluppo della disciplina omeopatica. Gli interventi di Riccardo Mondo (analista junghiano), Giovanna Giordano (scrittrice) e Franco Battiato (musicista) – soffermandosi ora su parti del libro, ora sul significato globale dello stesso – ne hanno reso manifesta la fervida ricerca a monte, nonché il suo spessore umano, emotivo e scientifico. Se la malattia è assenza di ritmo – non solo all’interno dell’individuo, ma anche fuori di sé – la cura consiste, allora, nel recupero di tale ritmo: equilibrio che non può ripristinarsi combattendo la malattia con armi diverse da se stessa, bensì utilizzandone le stesse al fine di sviluppare risorse interne all’organismo ( similia similibus curantur ). La presentazione del testo, in sintonia con la metafora musicale, si è svolta in “facies” quasi poetica, dove aspetti umani e scientifici si sono “accordati”, per comunicare ancora una volta, quanto l’opera di ogni grande uomo – come Samuel Hahnemann – comporti pathos, solitudine, lotta, mai resa, al fine di dar voce al daimon interiore che incessantemente distrugge e crea, al servizio della collettività.

Giusi Polizzi