Al Cinema


Onora il padre e la madre


di Sidney Lumet, USA, 2007

A partire dal titolo originario “Before the devil knows you’re dead”, la prima riflessione riguarda comprendere chi o che cosa incarni tale daimòn… quale tipo di demonio viene messo in scena e che cosa denuncia.Un padre anaffettivo e arrogante divenuto in tarda età un debole, genera due figli: il primo- quasi un suo clone- altrettanto anaffettivo e incapace di sentirsi intero, con un vuoto interiore talmente incolmabile da divenire cinismo, e il secondo, infantile tanto nei lineamenti che nel carattere. Potremmo considerare la pellicola come la presa di coscienza degli effetti dell’assenza paterna, non fisica, bensì quella che riguarda la formazione affettiva ed emotiva dell’io. La mancanza della funzione sentimento – parafrasando Jung – non genera libertà, al contrario determina quel tipo di contorta simbiosi e dipendenza che come tale porta alla dissoluzione di sé e – spesso – di un intero nucleo familiare. Senza voler raccontare la trama, peraltro espressa con un espediente cinematografico di spessore, ove la dimensione temporale sembra fondersi determinando quasi un unico momento, si assiste all’uccisione di un sé divenuto ingombrante poiché proiettato in modo massivo su chi da sempre viene considerato la prosecuzione del proprio essere: i figli. E se per i primi figli è sempre più duro il compito di doversi assumere l’eredità emotiva – più o meno patologica – familiare e di doverla comprendere, elaborare e modificare, per i genitori diviene altrettanto arduo il compito di rivedere i propri fallimenti. La necessità, forse, alla fine di una vita che ha sempre una sua finalità, è quella di generare una visione più ampia delle inconsce vendette per cedere il passo alla dignità dell’altro attraverso l’unica vera grande arma di comprensione: il perdono.

Segnalato da Giusi Polizzi