Una finestra sul mondo


Nuclei complessuali e configurazioni astrologiche


di Pia Vacante

Il presente articolo non vuole e non può essere esaustivo riguardo ad un argomento dalla multiforme poliedricità, si propone tuttavia di aprire uno spiraglio su taluni approcci metodologici utilizzati nella pratica astrologica per identificare, all’interno di un grafico natale, i nuclei complessuali e i loro contenuti simbolici.
L’analisi astrologica rivolge la sua ricerca alle alleanze archetipiche che possono essere utilizzate da quella specifica individualità in relazione al dialogo che essa intrattiene o non intrattiene (con tutte le variabili connesse) coi propri complessi, i quali agendo la persona dall’interno, coattivamente, la necessitano alla ripetizione perenne del proprio modello archetipico, la circumambulatio alchemica per l’appunto.

Nello studio di una Carta Natale sono molte le varianti che bisogna tenere in considerazione, ma mi soffermerò in questo contesto solo sui Pianeti: quando in astrologia si parla di Pianeti ci si riferisce alle funzioni psichiche primarie che governano la personalità, cioè agli archetipi, ed è in questa accezione di significato che utilizzerò il termine Pianeta in questo scritto.
In ogni Carta Natale, la nostra carta d’identità galattica, i Pianeti, sempre in numero di 10, assumono svariate combinazioni astronomico-matematiche che evocano (secondo i principi della matematica sacra che ebbe il suo culmine a Crotone nella scuola di Pitagora) precisi riferimenti simbolici, i miti personali per l’appunto.
Due o più Pianeti possono intrattenere tra di loro aspetti armonici quando le funzioni psichiche da essi rappresentate si integrano e si esprimono con facilità nell’individuo; oppure aspetti disarmonici che indicano la tendenza ad una certa difficoltà da parte dell’individuo ad integrare ed esprimere nell’esperienza le funzioni psichiche coinvolte.
Molto spesso nelle Carte Natali 3 o più Pianeti all’interno del cerchio zodiacale, in rispetto alle loro posizioni eclittiche, formano delle *figure geometriche chiuse° (triangoli, quadrati e numerosi tipi di poligono), cioè dei campi elettromagnetici a circuito chiuso, in cui le funzioni psichiche rimangono come incastrate tra loro senza trovare via d’uscita: è un topos perfetto per l’attecchire di un complesso, che, radicandosi in una figura chiusa, trova terreno fertile per la sua cristallizzazione.

In astrologia si distinguono tra le configurazioni complessuali quelle a circuito chiuso, che per lo più si esprimono con atteggiamenti di interiorizzazione di tipo implosivo-compulsivo, e quelle che presentano un Pianeta focale, cioè una funzione psichica che diventa punto di sfogo delle tensioni contenute nel nucleo complessuale: esse possono caratterizzare individui con una pronunciata tendenza ad esteriorizzare in maniera estrema i poli del conflitto, sia in senso creativo che distruttivo.
Per quanto riguarda i contenuti archetipici di ogni nucleo essi dipendono dalla interrelazione fra i significati simbolico-mitologici di ciascun Pianeta coinvolto nella figura chiusa.

Farò due brevi esempi sperando di rendere più comprensibile tutto ciò.
Se studiando un oroscopo ci imbattiamo in una configurazione chiusa in cui è coinvolta la Luna insieme a Lilith, Saturno Plutone, questa è un’indicazione che il topos archetipico è quello del “complesso materno negativo”. Il perché è rintracciabile nel significato simbolico di ciascuno dei Pianeti suddetti:
a) la Luna: femminile archetipico, Anima nell’accezione junghiana;
b) Lilith: l’Ombra nella più pura accezione ctonia;
c) Saturno: principio della Nigredo;
d) Plutone: evoca il potere trasmutativo attraverso la compulsione, morte e rinascita.

La suddetta figura chiusa indica che l’individuo nella sua individuazione in relazione al femminile archetipico (e anzitutto con la madre e con l’idea di madre) vivrà i tormenti più cocenti eppure più illuminanti (Plutone), la mancanza di nutrimento emotivo e la necessità di autonomia (Saturno), ed infine con Lilith, la Grande Madre Terribile che divora i vari Attis e Adone, vivrà il dilagare dell’ idropisia psichica: la compulsione più difficile da addomesticare e che spesso nella realtà fenomenica assume i connotati simbolici di Medea e dell’assorbimento psichico.
La madre in tal caso sarà oggetto di amore folle e di odio smisurato, potrà diventare l’ossessione più profonda, l’urlo più straziante delle prefiche interiori, ma potrà essere anche il topos della redenzione dal dolore umano, troppo umano che non concede tregua alla mente e all’Anima.
Queste modalità saranno vissute innanzitutto con la propria madre e poi, per il reiterarsi del simbolo, troveranno ulteriori sviluppi nel proprio essere madre se si tratta di una donna, nel proprio rapporto con eventuali partner se si tratta di un uomo.
Nell’esempio in questione la figura chiusa può essere interconnessa ad altre figure chiuse, ad altri nuclei significativi che interferiscono vicendevolmente col primo, interconnettendo i simboli chiave dei due nuclei in un crogiuolo alchemico che si può immaginare come un campo elettromagnetico con ulteriori sottocampi sincronicamente interconnessi tra di loro.

Quando nel corso della vita una figura chiusa natale viene attivata dai movimenti ciclici planetari quello è un momento topico in cui si possono creare condizioni psichiche e/o fenomeniche che necessitano l’individuo a focalizzare l’energia psichica sulla comprensione dei contenuti del nucleo in questione: sono momenti in cui il Fato concede uno spiraglio al crescere della consapevolezza nel dialogo interiore che si intrattiene col complesso.

Nel nostro esempio ogni trasmutazione inerente al femminile archetipico sarà costellata dalle dinamiche oscure di cui sopra e l’individuo, attraverso ognuna delle singole esperienze, sarà votato ad attuare un maggiore controllo e autonomia emotiva (Luna-Saturno) sulle proprie pulsioni inconsce (Plutone-Lilith), operazione che coincide col raffinarsi della coscienza attraverso l’allinearsi progressivo al lato Luce degli archetipi coinvolti, e pur tuttavia trovando equilibri mai definitivi, sintesi sempre nuove, dovute proprio alla destinale e a volte fatale incommensurabilità dell’inconscio rispetto alla coscienza.

Il secondo esempio illustra un caso in cui due figure chiuse interconnesse possono manifestarsi creativamente nel mondo fenomenico. Una figura chiusa del secondo tipo (cioè con un pianeta focale che diventa possibilità espressiva dei conflitti complessuali) nella Carta Natale del Mahatma Gandhi accenna ad un potenziale di energia altamente esplosivo espresso dall’ opposizione Marte-Plutone e che trova sfogo nella Luna: un’emotività pervasa da un senso di ribellione al potere costituito (Marte-Plutone), la complessa gestione emotiva (Luna) di una carica che può diventare esplosione di violenza dilagante, come nei casi di noti dittatori, quali Saddam Hussein o Pinochet, giusto per fare un esempio, che presentano anche loro aspetti disarmonici Marte-Plutone, ma ovviamente inseriti in differenti nuclei complessuali.
In riferimento a Marte e Plutone i significati mitologici delle due divinità possono aiutare ad inquadrarne la connotazione astrologica.
Nel caso di Gandhi, la Luna, l’Anima, riceve un’ alleanza archetipica da Nettuno, Pianeta inserito in un altro nucleo in stretta relazione col primo.
Nettuno rappresenta simbolicamente la funzione trascendente: la violenza potenziale, himsa, si sublima in ahimsa termine sanscrito che esprime l’opposto polare della violenza. La lotta non-violenta del Mahatma non perde nulla in aggressività, né in resistenza, né in determinazione fino ad ottenere l’indipendenza dell’India, quindi i valori guerrieri di Marte e trasmutativi di Plutone vengono mantenuti, ma Nettuno che interferisce con la figura chiusa conferisce alla Luna la capacità di attingere alle risorse conoscitive della propria tradizione ( Luna in 9° casa = conoscenze filosofico-religiose legate alla propria tradizione culturale), e ad usare determinati principi religiosi e mistici (Nettuno) dell’India classica come metodologia teorica finalizzata ad ispirare le sue impareggiabili battaglie sociali e politiche, con i risultati che tutti conosciamo.

Concludo qui questo brevissimo viaggio nei topoi planetari, sperando di avere fornito qualche spunto di riflessione…

Pia Vacante

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