Al Cinema


Noi due sconosciuti


di Susanne Bier, USA, Gran Bretagna, 2007

A due anni da “Dopo il matrimonio” la Bier ritorna con un film che ancora una volta ripropone il tema dell’amicizia e dell’amore attraverso la sofferenza. Splendide interpretazioni del premio oscar 2008 Halle Berry e del premio Oscar e Palma d’oro Benicio del Toro a Cannes 2008, per esprimere la perdita, l’impossibilità d’amare, la dipendenza e la difficoltà ad uscire da questa. Audrey perde il marito in maniera improvvisa e tragica, mentre il miglior amico d’infanzia del marito (Yerry) è da molto tempo alle prese con la dipendenza da eroina. Uniti dal destino grazie al senso di perdita che li accomuna, tentano ,attraverso una sorta di rispecchiamento, di ritrovare fiducia e speranza per continuare a vivere. Ma inevitabilmente il percorso è irto d’ostacoli: la disintossicazione da eroina- non semplice- comporta delusioni e ricadute, specie se queste vengono stimolate da nuove esperienze abbandoniche, laddove l’abbandono è dato dalla ferita fatta all’anima in un soggetto straordinario e sensibile quale può essere uno dei tanti Yerry. Temi come la paternità, l’amore negato, i residui infantili, la solitudine, la gelosia e l’invidia, l’accomunamento dei simili – tutte tematiche che investono i sentimenti – trovano in questo film spazio, non solo attraverso i contenuti e le parole, ma soprattutto attraverso l’inquadratura di particolari che esprimono, invece, in profondità il senso dello smembramento. Di non facile descrizione emotiva, il particolare aggiunge senso attraverso la percezione: cosi come il congiungersi della mano al piede di Audrey, indica il tentativo, dopo la catarsi, di recuperare un suo centro, la totalità. Solo nel vissuto della sofferenza si ha piena empatia dell’altro, e non occorrono parole per comprendere ciò che a parole non può essere compreso. Ma rimane pur vero, che solo attraverso il rispecchiamento della sofferenza nell’altro, è possibile tentare un nuovo inizio, in accordo con la mutevolezza dell’essere e delle cose.

Segnalato da Giusi Polizzi