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Prospero Andreani
I villaggi dimenticati


la galleria


la recensione

A Nord Ovest di Aleppo, nel Nord della Siria, sorge un’area archeologica tra le più interessanti al mondo.

Qui, in una superficie di 2500 Kmq., circa trecento rovine soprattutto religiose ma anche civili rimangono a imperitura testimonianza della cultura cristiana preislamica: il cristianesimo bizantino vi si espresse con monasteri provvisti di colonne di stiliti o torri di monaci reclusi, celle e monasteri rupestri; ville e tombe completano il paesaggio, parlando di una civiltà completa e complessa, che soprattutto tra il IV e il VII secolo, sotto l’amministrazione di Antiochia al Nord e Apamea al Sud, conobbe il massimo sviluppo, per poi decadere per cause probabilmente “naturali”, sebbene storici e archeologi ancora ne discutano, invocando di volta in volta le persecuzioni dei monofisiti da parte delle autorità di Costantinopoli, la guerra senza quartiere che oppose Persiani e Bizantini all’alba del VII secolo o ancora la spinta espansionistica del neonato Islam.

Il cosiddetto Massiccio Calcareo costituisce lo sfondo geografico di quest’ area, che all’epoca si manteneva grazie ad un’economia prevalentemente agricola incentrata sulle colture cerealicole e dell’olivo.

Qal’at Sim’an (la cittadella di San Simeone) ne rappresenta il cuore monumentale. Situata a una trentina di chilometri da Aleppo, Qal’at Sim’an fu edificata nel V secolo intorno al culto di San Simeone il Vecchio, il più importante santo stilita dell’epoca; la chiesa principale si presenta come un’imponente croce formata da quattro basiliche all’interno delle quali un ottagono racchiude la colonna dove il santo trascorse gran parte della sua vita.
Dal punto di vista architettonico, l’insieme ha una struttura mandalica, convergendo verso quella sorta di axis mundi che è la colonna dello stilita.
Azzardiamo questa ipotesi comparativa proprio per sottolineare l’immensa portata simbolica e psicologica che questo luogo ebbe per la cristianità bizantina, e che ancora oggi ha per il visitatore aperto ad una dimensione di ricerca interiore, anche non confessionale.
Tutt’intorno a Qal’at Sim’an sorge l’insieme di rovine di cui dicevamo sopra, cui lavorò una grande scuola di costruttori e scultori, che fu importante anche nella formazione dell’arte bizantina.

Prospero Andreani, un pittore difficilmente classificabile, poco incline com’è a seguire mode e correnti, è stato letteralmente folgorato, nel corso dei sei viaggi compiuti in Siria a partire dal 1997, da queste “città-morte”, che noi preferiamo chiamare i villaggi dimenticati.
Inerpicandosi sull’altopiano calcareo ed esplorandolo, anche a costo di ore di cammino, nei suoi recessi meno aperti al turismo, sia pure al turismo d’élite, Andreani ha riportato innanzitutto nella sua anima e conseguentemente nella sua pittura le potenti impressioni ricevute.
Ne è nata una copiosa serie di acquerelli, che rappresentano ad una prima lettura una preziosa testimonianza di viaggio, una sorta di anacronistico e affascinante Grand Tour, e ad un’esplorazione più attenta una vera e propria rappresentazione di archetipi.

Luigi Turinese

Altre opere di Prospero Andreani

La pittura del Maestro Andreani si muove sempre su binari che non è retorico definire archetipici.
Oltre alla sua dichiarata propensione per le strutture architettoniche antiche, archetipiche per loro stessa natura – si vedano I villaggi dimenticati –, Andreani dirige la sua attenzione a personaggi che, pur storicamente determinati, possiedono la cifra di Maestri Perenni: Carl Gustav Jung , innanzitutto C.G.Jung II°C.G.Jung III°C.G.Jung I° ritratto in tre varianti; Samuel Hahnemann (l’opera, graficamente rielaborata, costituisce l’immagine di copertina di Hahnemann. Vita del padre dell’omeopatia. Sonata in cinque movimenti di Riccardo de Torrebruna e Luigi Turinese, edizioni e/o, Roma 2007)C.F.S. Hahnemann e, infine, James Hillman “esotericamente” presente tra le righe di nove tavole astratte alcune delle quali pubblicate nel volume Caro Hillman… venticinque scambi epistolari con James Hillman (a cura di R. Mondo e L. Turinese, Bollati Boringhieri, Torino 2004).
Caro Hillman (1)Caro Hillman (2)Caro Hillman (3)Caro James (1)Caro James (2)Caro James (3)Letters to HillmanLetters to Hillman (2)Letters to Hillman (3)In Tema Campi Energetici la tecnica di computer grafica consente all’artista di realizzare una personale summa teologica: Tema Campi energetici III° in un vortice policromatico sembra di assistere al contempo ai presupposti e agli esiti di una sorta di emozionante Big Bang creazionistico. Tema Campi energetici II°Tema Campi energetici I°L'Oro e il Piombo I° L'Oro e il Piombo II°
Completano questa “nuova serie” due tavole ( L’Oro e il Piombo ) realizzate per un’iniziativa di pacificazione israelo-palestinese.

Luigi Turinese


l'autore

Prospero Andreani nasce a Bibbiano (Italia) nel 1946.
All’età di otto anni manifesta una notevole abilità nel disegno. È seguito ed educato dal maestro Emidio Bergamonti appassionato di pittura figurativa.
In seguito è affidato all’insegnamento della pittrice Cristina Peri.

1962, l’incontro con un medico pittore determina un miglioramento tecnico ed un arricchimento nelle raffigurazioni di citazioni di correnti artistiche del ‘900
1969, si trasferisce a Londra dove risiederà fino al 1976. Influenzato da altri artisti con un percorso estraneo alla sua formazione, s’inserisce nel movimento “Underground”. Realizza opere murali nei pubs e cantine della creativa Londra di quegli anni. Partecipa alle prime esperienze di Graffitty. Occupa spazi pubblici nell’affascinante angolo di Camden Passage dove opera su grandi pannelli
1973, partecipa alla manifestazione “Grafic”,Palazzo Sani – Lucca
1978, personale alla Galleria “La nuova papessa” – Roma
1980, espone una raccolta di tableau “Graffitty londinesi” alla Galleria “La nuova papessa” – Roma
1981, partecipa alla manifestazione “Oggetto d’Amore” patrocinato dall’Istituto Italiano di Cultura “Centre Pompidou”- Parigi
1982, un’importante esposizione con i compagni londinesi alla Galleria “Copernico”- Ceccano (FR) Roma
1985, espone alla “Galleria della Bezuga” di Firenze una prima versione del suo periodo esoterico
1985, iniziano i suoi viaggi in Medio Oriente e in Asia Minore che porteranno ad un profondo cambiamento e ad un’evoluzione del suo stile pittorico
1987, espone alla “Galleria della Bezuga” di Firenze la versione completa del suo periodo esoterico
1988, lavora incessantemente al progetto Prospero’s Pears: libro illustrato completato nel ’92
1993, espone alla “Galleria della Bezuga” di Firenze le prime opere ispirate al Medio Oriente
1996, espone una serie di acrilici dal titolo Reveries al “Managua” di Roma, nell’ambito della manifestazione “Immagini e Suoni”
1997, lavora alla copertina del libro Biotipologie di Luigi Turinese (Ed. Tecniche Nuove), nel quale compaiono altre opere d’ispirazione mediorientale
1997, compie il suo primo viaggio in Siria rimanendo letteralmente folgorato dalla bellezza paesaggistica del Paese
1998, collettiva alla Palazzina Magani – Fiesole
2000, espone gli acquerelli sulle città morte ad Aleppo, in Siria , nei locali conventuali dell’Eglise Latine
2000, La Stamperia della Bezuga di Firenze, di Giuliano Allegri, pubblica il volume I Villaggi Dimenticati raccolta di acquerelli frutto della straordinaria esperienza siriana
2002, rielabora alcune opere del ’93 per la copertina e altre immagini del libro Il farmacista omeopata di Luigi Turinese (Ed. Tecniche Nuove)
2003, espone una raccolta di acquerelli siriani alla Libreria Einaudi di Via Giulia – Roma
2004, cinque tavole di terracotta, parte di una nuova produzione artistica, sono pubblicate nel libro
Caro Hillman… a cura di Riccardo Mondo e Luigi Turinese, (ed. Bollati Boringhieri)
2007, produce il ritratto di Samuel Hahnemann per la copertina del libro Hahnemann. Vita del Padre dell’Omeopatia di Riccardo de Torrebruna e Luigi Turinese, (edizioni e/o)
2007, collabora alla Rivista di Psicologia Analitica, nuova serie n° 23 Vol. 75/2007, con un ritratto di C. G. Jung
2007, espone una serie di acquerelli (1990- 2002) dal titolo: Drawing from the Drawer alla Libreria Punto Einaudi – Roma
2007, pubblica per la copertina del libro Come l’Araba Fenice di Laura Agarossi la prima opera di una collezione ispirata ad Omar Khayyam.
2008, presenta un’ anteprima di alcune opere ispirate a Omar Khayyam alla Biblioteca Vallicelliana

2009, crea la copertina del libro di Luigi Turinese Modelli psicosomatici : una rappresentazione commovente e delicatissima della Cura