Al Cinema


Milk


di Gus Van Sant, USA, 2008

“Senza la speranza la vita non vale la pena di essere vissuta. Devi dare alla gente la speranza. Gli devi dare la speranza” H. Milk

Una delle migliori interpretazioni del grande Sean Penn nei panni del primo consigliere gay eletto nel 1978 a San Francisco. Impiegato delle assicurazioni, alla soglia del suo 40° compleanno compie due scelte importanti: la convivenza con un grande amore e il bisogno di fare qualcosa di utile per sé e per gli altri. Questa consapevolezza lo porterà all’ingresso in politica per la tutela e la salvaguardia dei diritti civili dei gay. Si trasferisce così da New York nel quartiere di Castro a San Francisco col compagno Scott nella speranza di avere una vita meno intrisa da ipocrisie e nascondimenti, ma anche in quel luogo la vita non sarà facile. Da commerciante diviene attivista politico candidandosi per ben quattro volte alle elezioni comunali nonostante le sconfitte, pagando per la sua missione anche con l’abbandono da parte del suo compagno. Divenuto consigliere e avuto pieno appoggio dal Sindaco, lotta con tutte le forze contro “la proposizione 6”, ovvero una proposta di legge che vede i gay alla stregua di pericolosi pervertiti e che per tale motivo devono essere esentati da qualunque diritto civile. Lotta così, contro la massa cattolica, bigotta ed illogica di fronte all’essere uomo con le sue peculiarità, e cerca mediazioni con il collega consigliere – Dan White – paladino della famiglia classica e stereotipata la cui protezione necessita dell’allontanamento degli individui considerati diversi dalla norma. Malati di mente inclusi. La proposizione 6 non passa e Harvey Milk raggiunge i suoi obbiettivi pagando stavolta con la vita per mano di Dan White che non tollera il proprio fallimento. Film-documentario sulla lotta di potere, sulla politica, sulla lotta tra l’essere e l’apparire, stralcio imponente delle ipocrisie ed idiosincrasie riversate su coloro che diversi vengono qualificati solo per allontanare da sé le parti sconosciute e paurosamente tenute lontane. Una grande regia, un’ottima interpretazione degli attori (incluso Emilie Hirsch di Into the Wild), una bellissima colonna sonora. E sulle note della Tosca, la tragedia tanto amata da Milk, si compie la tragedia della sua vita. Tragedia non necessaria ma che porta come monito la forza della lotta nel rispetto di Dio, dei suoi voleri e di quelli dei suoi figli.

Segnalato da Giusi Polizzi