Al Cinema


L'onda


di Dennis Gansel, Germania, 2008

In “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” Freud pone l’identificazione come meccanismo fondamentale alla base dei fenomeni sociali e collettivi e dei legami emotivi che uniscono i membri di un gruppo o di una comunità, in virtù del quale ...all’interno di una massa e per influsso di questa, il singolo subisce una profonda modificazione della propria attività psichica.
Ambientato in un liceo dell’odierna Germania, un alternativo professore interessato al tema dell’anarchia e poco apprezzato nell’ambito dei docenti, si vede costretto a discutere con i suoi studenti l’argomento dell’autocrazia. Da questo poco gradito incarico il professore prende spunto per portare avanti con un annoiato gruppo di studenti un’esperienza pedagogica progressiva, una sorta di role playing del tema assegnatogli. Risulta chiaro come il contesto iniziale da cui muove la vicenda contenga in sé gli elementi necessari per condurre il gioco in modo didatticamente efficace tanto da coinvolgere quasi da subito i ragazzi che vi partecipano.
Ma, come è noto, il gioco è lo specchio della realtà o, ancora meglio, facilita la messa in atto di tutti quegli aspetti che si tendono a negare nella realtà. Pertanto l’anarchico professore, giocando il ruolo di leader autoritario di un gruppo estremista, comincia ad appassionarsi alla nuova ed imprevista identità, trovando in essa l’insospettata gratificazione che da semplice educatore lo trasforma in agitatore di un gruppo che, nel frattempo, vede in quel progetto la possibilità di dare voce alle proprie personali insicurezze, convogliando in esso le proprie energie ancora disorganizzate. Nel breve tempo di una settimana la maggior parte degli studenti coinvolti si è entusiasmata a tal punto da far propria la disciplina e i valori che il capo ha imposto, ha riconosciuto in lui la capacità del Potere aderendo ad esso incondizionatamente e trovando nella “forza” della suggestione la dimostrazione della propria potenza. Bastano pochi giorni perché nella realtà psichica del bravissimo professore si venga ad insediare la passione del comando da sempre respinta.
Jung vede in questo gioco la complessità degli opposti e il loro avvicendarsi, talora pericoloso se avviene al di fuori della coscienza e del senso critico. Spesso, quando subentra la consapevolezza, è già tardi per recuperare il gioco e tornare alla realtà: ciò che l’onda emotiva scatena dentro e fuori di sé, non è più controllabile e la forza delle pulsioni può portare a conseguenze spesso drammatiche, come nel caso del protagonista e dei suoi giovani allievi. Nelle condizioni particolari, individuali o collettive che siano, come quelle sostenute dalla frustrazione o dalla mancanza di un progetto significativo, l’identificazione con un qualcuno che alimenta le illusioni e che si mostra capace di realizzarle esalta l’affettività di chi ne viene irretito, ne indebolisce le capacità intellettuali fino alla disperazione di chi ritiene impossibile un’alternativa.
Un film splendido nella sua tragicità e quanto mai significativo nell’attuale sogno di trasformazione della nostra società.

Segnalato da Lilia Di Rosa