Al Cinema


Les amants réguliers


di Philippe Garrel, Francia, 2005

In occasione del quarantesimo anniversario del mitico ’68, ecco un bel film che sembra l’altra faccia di THE DREAMERS (già proposto in questo sito) o comunque il suo gemello più prossimo. Qui i sognatori riflettono insieme e insieme sperimentano non solo il gusto estremo della trasgressione, ma la sua zona d’ombra, il malessere contenuto in ogni gesto della vita, nel senso di solitudine, nella difficoltà di reggere gli abbandoni e la precarietà dei rapporti, la ricerca artistica come via di sollievo che non risparmia i dolori ma, al contrario, li amplifica. Se nel film di Bertolucci i colori erano quelli dell’intensità della passione erotica e della rivolta, qui il bianco e nero mette in luce l’aspetto riflessivo che domina i protagonisti, anzi lo stesso protagonista (stesso attore), che in quelle stesse atmosfere sente e soffre la propria fragilità che nemmeno il sogno e l’utopia riesce a confortare. Il film – lungo, lento – fotografa l’inquietudine profonda di quel movimento che ha cercato la rivoluzione per il proletariato, malgrado il proletariato, riprendendo, come del resto già aveva fatto Bertolucci, l’interiorità di una generazione e della sua necessità di dissacrare e stravolgere tutto quello che apparteneva al mondo degli adulti in vista di una nuova creazione.
La bellezza delle immagini, dalle espressioni dei volti fissati a lungo dalla cinepresa, ai magici ambienti di una Parigi struggente e al di là tempo, rendono questo film una cronaca analitica di indiscutibile profondità per comprendere la straordinaria intensità di quel momento e la natura del suo sogno.

Segnalato da Lilia Di Rosa