Al Cinema


Irina Palm


di Sam Garbaski, 2007

È un film contro l’ipocrisia,contro il pregiudizio, contro la cultura piccola piccola della borghesia anglosassone che chiusa nella periferia di Londra tra un thè e una partita a carte, non si spinge a vedere ciò che sta al di là della propria mediocrità, ma contemporaneamente ne è curiosa, attratta, stupita. Chi mai potrebbe supporre che dietro la pesante figura di una donna di mezza età, poco dedita alla vanità, ma determinata a trovare soluzioni, si nasconda una volontà che non guarda le convenzioni e che, nel momento della necessità, si ritrova tra le mani opportunità insospettate e nella mente una sconosciuta leggerezza?
Certo, quelle mani abituate a tenere in ordine la propria casa, a cucire e lavare, rimanendo tuttavia morbide, devono abituarsi ad un lavoro insolito, inedito, ma col tempo riconosciuto e remunerativo; e d’altra parte, chi dice che nei bordelli non nascano moti d’anima che vanno ben al di là delle rigide supposizioni sociali?
Un’unica frase musicale, apparentemente monotona come il personaggio, sottolinea il passaggio sottile verso la libertà che ogni donna cerca, liberandosi dai severi giudizi che la opprimono, dai modelli che la schiacciano, e qui lo fa senza esibizioni, senza sterili ribellioni. Con l’assoluta convinzione di fare l’unica cosa possibile per la situazione in cui si trova, muovendosi con disinvoltura e coraggio tra il grigio della propria dimensione quotidiana e le luci rosse di Soho, questa nonna appassionata diviene Irina Palm, ossia la donna cha ha deciso di essere.

Segnalato da Lilia Di Rosa