Al Cinema


Inland Empire - L’Impero della mente


di David Lynch, 2006

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La visione dei 172 minuti di questo film è certamente impegnativa anche per chi è abituato ad accedere alle zone più eretiche della mente creativa oltre che al significato più o meno possibile in esse rintracciabile. Proporlo pertanto è esporsi in prima persona a possibili reazioni di fastidio e di rifiuto, ma proprio per la sua capacità di produrre reazioni e turbamenti voglio suggerirne la visione.
Certo il regista non è nuovo ad opere discutibili sul piano della comprensibilità e della fruizione, né d’altronde è sempre necessario dovere trovare un’etica e una spiegazione ai tormentosi accadimenti umani. Certo che questa donna eterea ed elegantissima che pian piano scivola nell’entroterra della psiche, conducendo nel disorientamento lo spettatore che, a metà tra finzione teatrale e psicoanalisi, cerca di trovare un filo conduttore, porta con sé un vuoto che nessun copione riesce ad interpretare, smarrendo la propria identità in mille proiezioni di sé, senza che un contenitore riesca a raccoglierne i pezzi e dare loro una trama. Lo farà ogni spettatore, che trovando intollerabile tale confusione, troverà una traccia, la propria, per giungere ad una possibile conclusione.

Segnalato da Lilia Di Rosa