Al Cinema


Il destino nel nome


di Mira Nair, 2006

Il teologo Roscellino di Compiègne sosteneva che le cose esistono in funzione dei nomi che attribuiamo loro. Le oggettivazioni sono pure elaborazioni mentali ed esistono fino a quando gli individui le nominano.
La cultura di appartenenza ci definisce, noi siamo figli della società che ci nutre, e la definizione che diamo di noi dipende da quello che l’inconscio del collettivo ci trasmette. Le aspirazioni, il valore personale, l’amore, l’abbigliamento, l’esperienza della morte, i valori in genere, sono fortemente influenzati dal luogo di appartenenza.
I protagonisti di questo commuovente film si trovano loro malgrado a far convivere culture diverse nelle corso della loro vita.
La cultura indiana è il sostrato, l’humus, la partenza; la cultura romantica ottocentesca è l’anima che redime la potenza di una cultura aristotelica che attribuisce un valore in re all’esistenza delle cose.
Di fatto lungi dall’affrontare il tema dello scontro culturale, la regista ci porta a riflettere struggevolmente sulle vicende della vita che acquistano valore in seno ad una lettura nominale di esse.
Cambia l’individuo… cambia la definizione, cambia l’atteggiamento nei confronti degli eventi che caratterizzano una vita.
Ma se tutto cambia che cosa non muta?
La capacità di compenetrazione degli individui. La commozione…

Segnalato da Antonella Russo