Al Cinema


Breakfast on Pluto


di Neil Jordan, 2007

Trasgressivo, originale, ironico e fiabesco come fiabesca è – ma solo per un occhio non psicologico – la ricerca, attraverso le mille peripezie nella gigantesca città che l’ha ingoiata, della madre perduta, ma soprattutto attraverso l’introiezione che il protagonista ha fatto divenendo una LEI, unico modo per averla sempre dentro.
È così che Patrick cresce sulle sue tracce, nelle vesti femminili della madre mai conosciuta, frutto di una relazione peccaminosa e sconveniente che alla fine riesce a restituirgli almeno il padre che, forse nell’atto della confessione della verità, si avvicina finalmente a quel misterioso mondo dell’amore così poco divino e così molto carnale.
La ricerca, partita da un piccolo paesino irlandese, per concludersi nella capitale londinese dove l’impero della cultura rock concede l’apertura necessaria per la libera espressione dell’ambiguità di senso e di sesso, fino al ritrovamento della propria vera identità, porta lo spettatore più disincantato a guardare le cose con la candida innocenza del suo protagonista, fino a sospendere per un po’ qualunque genere di ragionamento o deduzione, divertendolo e affascinandolo, complice la musica e la bellezza, veramente ambigua, di Kitten e della sua ricerca d’amore.

Segnalato da Lilia Di Rosa