Al Cinema


Basta che funzioni


di Woody Allen, USA, 2009

Convinzioni, ideologie, intellettualizzazioni delle più varie, precipitano dalla finestra di fronte alla inevitabilità del Caso: unico vero protagonista della nostra vita a dispetto di tutte le illusioni di controllo che su di esso crediamo di avere.

Questo Allen ci racconta – con l’intelligenza e l’umorismo che gli è proprio – per voce del suo alter ego che dallo schermo, guardandoci negli occhi, in modo esilarante ci dice ciò che già sappiamo.
Qualunque incontro dunque, per quanto fortuito o indesiderato, ha la possibilità di stravolgere le nostre presunzioni di certezza, di mettere a nudo le debolezze così accuratamente nascoste, aiutandoci a contenere il panico che la vita stessa produce, il tormento delle pulsioni, l’angoscia della morte che ci sta accanto.
Tutto, se funziona, può aiutarci a sostenere la fatica quotidiana dell’essere limitati, condannati alla ricerca di un equilibrio che sfugge da tutte le parti anche quando si crede di averlo raggiunto.

E Dio, il grande Arredatore di questo enigmatico universo, contribuisce alla sua follia e alle sue irregolarità forse inviandoci i suoi strani angeli di salvezza.

Dopo i suoi ultimi lavori, più compositi e drammatici, Allen torna al monologo e alla commedia, centrando sul dialogo l’intelligenza di una critica geniale ma ironica sulla stupidità del mondo dal quale non si salva nessuno, nemmeno se stesso.

Lilia Di Rosa