Al Cinema


An education


di Lone Scherfig, Gran Bretagna, 2009 An education

Il delicato sviluppo di una fanciulla che si avventura nella vita, è il tema di questo film attento agli aspetti psichici che l’adolescenza mette in moto.

Educata ai valori borghesi dell’onestà e della valorizzazione delle doti intellettuali, Jenny incontra il suo diable in un fascinoso trentenne capace di stuzzicarne la vanità e la curiosità, aprendo nella mente visioni che, se pur immaginate, rimanevano ancora lontane dal severo contesto educativo della periferia inglese in cui vive.
Malgrado la lucidità critica e l’interiorizzazione dei valori acquisiti, il brillìo di una vita frizzante, al limite del rischio e decisamente trasgressiva, offusca per un po’ lo sguardo limpido di questa giovane ragazza che passa dalle austere camicette cui era abituata alla sensualità delle scollature che, se da un lato ne esaltano la bellezza ancora acerba, dall’altro la appesantiscono di rimmel e di falsità.

Il necessario bisogno di sperimentare la propria libertà anche in contrasto ai divieti e alle proibizioni, trova nelle abilità seduttive del giovane un facile appoggio per autogiustificare il cambio di direzione e l’abbandono delle mete prefissate; tanto più che la stessa abilità riesce a indebolire sempre più il senso critico dei genitori che, decisamente meno attrezzati culturalmente della figlia e a lungo mortificati dalle rinunce e dal peso delle responsabilità, vedono nelle mendaci promesse del giovane il riscatto ad una vita di stenti.
E’ questo, forse, il punto meglio centrato dal regista che tratteggia con accuratezza l’inadeguatezza di due genitori bambini, incapaci di leggere la realtà per quella che è, preferendo lasciarsi cullare dalla illusione e dalle lusinghe, rinunciando al proprio ruolo di vigilanza e di controllo al quale è la figlia stessa infine a richiamarli.

Come è prevedibile in questi casi la delusione non tarda ad arrivare, cogliendo più impreparati proprio i genitori che, insieme al proprio compito educativo, vedono fallire il sogno che avevano accarezzato.

Sebbene il film sia ambientato negli anni 60, ugualmente induce a riflettere sulla complessità del ruolo genitoriale nel contesto odierno, e sull’importanza che le istituzioni educative hanno nel dovere sostenere agli occhi degli adolescenti l’integrità dei valori etici contro le insopprimibili tentazioni della vita.

La colonna sonora, bellissima, diventa struggente nei titoli di coda.

Lilia Di Rosa